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domenica 21 maggio 2017

Facebook-WhatsApp, la condivisione è blindata: per difendersi bisogna passare dal social network

L’estate scorsa la chat ha modificato le regole per la privacy, chiedendo anche l’autorizzazione a condividere numero di telefono e altri dati con Facebook. In pochi si resero conto che l’opzione sarebbe durata un mese: da allora è impossibile tornare indietro

di SIMONE COSIMI

LA CONDIVISIONE è ormai blindata. Impossibile scollegare l’account WhatsApp da quello Facebook. Precisamente dallo scorso 25 agosto, quando la chat inventata da Jan Koum ha aggiornato per la prima volta dalla sua fondazione la policy sulla privacy, cioè i parametri intorno ai quali gestire la nostra riservatezza. Lo ha fatto proprio in virtù dei mutamenti di scenario, sconvolti dopo la roboante acquisizione da parte di Facebook un paio di anni prima. Ma anche per la necessità di fare sistema con tutti i prodotti del gruppo californiano (compreso Instagram) fondamentalmente in tema di pubblicità e nuovi servizi da proporre in futuro.

Ricordiamo tutti l’avviso con cui la scorsa estate siamo stati invitati a stabilire se condividere o meno le informazioni dell’account di WhatsApp con la casa madre di Menlo Park “per migliorare le esperienze con le inserzioni e i prodotti di Facebook”. Oltre al nuovo regolamento da accettare c’era una casella da spuntare. Pochi, però, si sono forse resi conto all’epoca che si sarebbe trattato di una strada chiusa, un “opt out” a tempo determinato. C’erano infatti solo 30 giorni per decidere se tornare sui propri passi: chiusa quella finestra, cioè dalla fine dello scorso settembre, abitudini d’uso, numero di telefono e altre informazioni sono irrimediabilmente passate anche a Facebook. Anzi, dice la Commissione Europea che ha comminato la maximulta da 110 milioni di euro, in fondo lo erano fin da prima.

Quindi come ci si può difendere concretamente? Tornare indietro non è possibile a meno di una scelta del quartier generale, magari proprio in virtù della bastonata sferrata dalla commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. La voce “Condividi info account” presente nella sezione Account fra le Impostazioni di WhatsApp lo scorso agosto è infatti sparita dopo un mese dalle modifiche. Quella rivoluzione agli estremi della privacy garantiva ovviamente che le chat (cioè il contenuto delle conversazioni) e il numero di telefono non sarebbero stati “condivisi su Facebook” a prescindere da quell’autorizzazione. Una formula molto vaga che non significa che il numero non sarebbe stato passato ai sistemi di Facebook ma soltanto che non sarebbe stato visibile agli “amici”. Tutta un’altra storia.

L’Informativa sulla privacy di WhatsApp dice infatti chiaro e tondo che mentre la chat “continuerà a funzionare come un servizio separato da Facebook, abbiamo intenzione di condividere alcune informazioni con Facebook e il gruppo di aziende di Facebook che ci permetteranno di coordinare e migliorare le esperienze attraverso i nostri servizi e quelli di Facebook e del gruppo di Facebook”. Ma cosa viene condiviso, esattamente? Sicuramente il numero di telefono verificato al momento della registrazione sulla chat e la data di ultimo utilizzo dell’app. Ma anche sul resto le risposte alle domande frequenti sono sibilline: "Nulla di ciò che condividi su WhatsApp, compresi i messaggi, le foto, e le informazioni dell'account, sarà condiviso su Facebook o su altre applicazioni del nostro gruppo di applicazioni per essere visto da altri, e nulla di ciò che viene pubblicato su queste applicazioni sarà condiviso su WhatsApp per essere visto da altri". La formula "per essere visto da altri" parla chiaro: Facebook vede certe informazioni (cioè proprio il numero di cellulare) ma ovviamente non le piazza nel tuo profilo sul social network. Viceversa, non riceverai annunci sulla chat.

Dunque la strada di WhatsApp è sbarrata – anche se lo scorso autunno Facebook aveva deciso, almeno per il momento, di non utilizzare quei dati per finalità di marketing dietro le pressioni di numerose autorità europee per la riservatezza. Ma di modi per proteggere la propria privacy ce ne sono diversi sia sulla chat che passando dalla piattaforma principale. C’è infatti da entrare nell’ordine di idee che il cervello è ormai da anni uno solo e anche se gli utenti percepiscono queste applicazioni come servizi separati, nella realtà fanno parte di un unico gruppo che raccoglie informazioni diverse su fronti diversi. La piattaforma dedicata alla Normativa sui dati di Facebook è ormai piuttosto precisa e seguendo i vari passaggi si possono facilmente gestire le proprie informazioni o modificare le preferenze pubblicitarie.

Tuttavia, scavando a fondo e tentando di tornare al cuore della questione – come bloccare la condivisione dei dati dall’una all’altra applicazione, facendo in modo che non si parlino – anche il sito dedicato alla privacy dedica poche righe al paragrafo-chiave, cioè “Aziende di Facebook”: “Riceviamo

informazioni su di te dalle aziende di proprietà di Facebook o gestite da Facebook, in conformità con le relative condizioni e normative”. Il problema, dunque, è sempre lo stesso: almeno nel caso di WhatsApp non si può tornare indietro.

lunedì 17 aprile 2017

Da Seppi e Fognini, speranze italiane a Montecarlo

Dopo l'eliminazione di Bolelli, rimangono tre azzurri in gara al Montecarlo Country Club: Fognini, Lorenzi e Seppi. Ma il giocatore più atteso del torneo è Djokovic, che esordirà contro Simon: il serbo si presenta con un record stagionale di dodici incontri vinti e tre persi


di Elena Pero

Rimangono in tre, Fognini, Lorenzi e Seppi, i giocatori italiani in gara al Montecarlo Country Club. Poteva aggiungersi anche Bolelli, ma il bolognese è stato battuto nel turno di qualificazione da Renzo Olivo in 2 ore e 39 minuti di partita, 64 67(5) 62 il punteggio finale.

Simone ha giocato alla pari con l'argentino - numero 92 del mondo - per due set. Un break, nel decimo game, ha fatto la differenza nel primo. Il secondo Bolelli l'ha vinto al tie break. Intanto si era entrati nella terza ora di gioco e le energie psicofisiche di Simone a quel punto si erano esaurite. Il tennis di Bolelli è ancora presente, ma non è semplice a 31 anni ritrovare il ritmo di gara dopo l'ennesimo infortunio. La classifica - adesso è numero 624 - lo costringe a cercare fortuna nei tornei minori, dove la competizione è agguerritissima. Ci vuole coraggio.

Intanto il giocatore atteso con più curiosità nel Principato, Novak Djokovic, sa che esordirà con Gilles Simon. Il francese ha eliminato con un doppio 62 Malek Jaziri, che a 33 anni ha trovato lo spunto per fare il suo esordio tra i primi cinquanta del mondo lo scorso febbraio. Il tunisino ha servito male e ha difeso peggio la sua debole seconda palla. A fare la differenza è stato un allungo di sette game consecutivi di Simon tra la metà del primo e l'inizio del secondo set.

All'Open d'Australia dello scorso anno Djokovic aveva commesso 100 gratuiti con Simon ma non aveva mai rischiato di perdere quel match di ottavi di finale, il suo decimo successo consecutivo sul francese. Era il Nole capace ancora una volta di imporsi a Melbourne e poi sul cemento nordamericano. Adesso Djokovic si presenta al torneo, che si gioca a pochi passi da casa, con un record stagionale di dodici vinte e tre perse. E un bel po' di incognite.

domenica 12 marzo 2017

UNDERWORLD - BLOOD WARS

Regia di Anna Foerster. Un film con Theo James, Kate Beckinsale, Bradley James, Lara Pulver, Daisy Head, Clementine Nicholson. Cast completo Genere Azione - USA, 2017, durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 6 aprile 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

IL QUINTO CAPITOLO DI UNDERWORLD, UNA SAGA IN CUI L'UNICO ELEMENTO TREMENDAMENTE COERENTE LUNGO I SINGOLI FILM SONO COLORI, ABITI, FOTOGRAFIA E ABBINAMENTI.

Per i film della saga di Underworld non valgono le stesse regole attraverso le quali valutiamo gli altri lungometraggi. Concetti come trama, plausibilità interna, coerenza e capacità di coinvolgere gli spettatori nel racconto non sono primari, almeno non quanto l'impianto visivo. La saga è fieramente una catena di anelli di serie B che rifiuta ogni pretesa autoriale e, anzi, sembra fare di tutto per cercare il grossolano e il barocco. L'unico elemento tremendamente coerente lungo i singoli film sono colori, abiti, fotografia e abbinamenti.

Una serie dalla longevità straordinaria
L'uscita del quinto capitolo segna una longevità straordinaria per una serie che di film in film ha fatto così poco per creare una narrazione coinvolgente e così tanto per sparigliare le carte, cambiando personaggi, eliminandoli e virando in altre direzioni. Come per i primi capitoli di Fast & Furious, centrare il "mood Underworld" è sempre stato più importante che portare avanti un grande racconto. Come per la serie di videogiochi "Final Fantasy", animare un mondo visivamente in grado di mescolare elementi provenienti da mitologie molto riconoscibili ma alle volte anche opposte, è il segreto del successo. In un universo che sta tra i videoclip dei Nine Inch Nails e l'abbigliamento fondato dai Wachowski per Matrix, con un twist dark da Edward Mani di Forbice, sempre ripreso con un costante filtro blu da effetto notte, i vampiri combattono una guerra millenaria contro i licantropi. Questa è la sinossi base.

giovedì 2 febbraio 2017

Moda primavera estate 2017: scarpe basse


Non solo ballerine: la moda primavera estate 2017, infatti, prevede una serie di modelli di scarpe basse ultra glamour e super chic. All’insegna del colore, di trovate bizzarre, di abbinamenti di tendenza, le proposte degli stilisti sono davvero infinite tra tutti modelli per la prossima stagione.

Le scarpe basse, d’altronde, non hanno nulla da invidiare alle scarpe alte e ai sandali con zeppa e non si confanno soltanto a donne che amano stare comode, ma ormai soddisfano anche tutte quelle fashion victim che non riescono a rinunciare ad essere sempre glamour e ricercate.


D’altronde, lo stesso Manolo Blahnik, intervistato dall’Ansa, ha dichiarato: “A me piacciono le scarpe esagerate, piene di gioielli, di bijoux, sono un esercizio di creatività, ma ora  sono passato ai tacchi bassi perché amo cambiare e i tacchi bassi sono un modo difficile per trasmettere la femminilità giusta“. E se lo dice Blahnik, possiamo davvero crederci.

Scopriamo quindi sette tendenze in fatto di scarpe basse della moda primavera estate 2017.

Slingback: è un modello diventato celebre grazie alla solita Coco Chanel che, nel 1957, lanciò la Two Tone, una décolleté con tallone aperto, tacco basso e fantasia bicolor in color cammello con punta nera. Questa primavera conosce una seconda vita grazie a modelli a dir poco strepitosi. Accanto alla slingback Dior, con fascetta con scritta J’Adior, vista già ai piedi di it girl e celebrities, è da segnalare quella di Fendi, un sandalo in pelle multicolor con applicazioni in metallo e borchie in plexi che compongono il motivo Fendi Faces in punta. Il cinturino slingback è a contrasto regolabile con fibbia in metallo; il tacco è basso e sottile. Ad Alessandro Michele si devono alcuni degli accessori Gucci più cool di stagione e accanto a borse desideratissime da mezzo mondo, ci sono scarpe che si candidano a divenire dei veri must have. Tra questi, il décolleté tacco basso in pelle metallizzata verde chiaro con borchie e cinturino posteriore elasticizzato. Il cinturino in vinile trasparente è presente su entrambi i lati per assicurare un ulteriore sostegno.
Sandali: i diktat dell’anno li vogliono con tacchi bassi ma inusuali, come dalle parti di Sportmax, in cui il modello in camoscio grigio ha profilo spuntato e tacco smisurato reso particolare dall’esclusivo design esagonale. I sandali piatti di Stella McCartney, invece, sono decorati da bottoni a pressione e tacchi a cono. Le finiture olografiche sono realizzati con una tecnica a risparmio idrico, fedele all’impegno ecosostenibile e cruelty free della stilista britannica. Entrambi i modelli valorizzano al massimo look con gonne o pantaloni.
Sabot e mule: sono modelli arrivati dritti dal revival degli anni Settanta e Novanta. Chanel propone un prezioso modello in pelle color blu marine e grosso logo sul tacco, perfetti da abbinare in modo chic e ricercato, con jeans a zampa e minidress floreali. Santoni, invece, preferisce il canvas nei toni del beige e del blu, con nappine in vitello blu, un modello dall’ispirazione d’antan, perfetta per moderne dandy metropolitane.
Sneakers e allacciate: si portano sotto i jeans, i pantaloni ma anche con gonne lunghe e sbarazzine, per un look più fresco e originale. Prada declina le allacciate in vitello spazzolato arricchendolo con applicazioni di fiori in pelle. La zeppa bicolore è in corda; mentre Hogan, decano delle sneaker di lusso, ha realizzato un modello in nabuk con dettagli in pelle metal e guardolo in corda, per uno stile casual tutto da provare.
Espadrillas: vantano un’antichissima origine, secondo alcuni trovano radici addirittura in epoca greco-romana. Le scarpe dei Pirenei, con la suola di corda di iuta, erano amate da Pablo Picasso, Grace Kelly e Salvador Dalì. Oggi sono state rivisitate in mille modi, colori e materiali, arrivando a costare anche svariate centinaia di euro. Saint Laurent ha realizzato delle espadrillas nere e bianche con paillettes star applicate e linguetta posteriore in grosgrain. Più abbordabili economicamente, le espadrillas bianche legate alle caviglie con nastro nero di Zara.
Ciabattine: sono tra le scarpe preferite dalle fashion victim, sia fashion blogger, che editor, influencer e stylish girls. Sono senza dubbio molto comode ma vanno scelte con cura e abbinate con occhio attento al buon gusto, per non scadere nell’ordinario. La ciabatta diventa così un gioiello, grazie a dettagli che fanno la differenza, e regala al look quel tocco etnico che scalda il fascino femminile. Tod’s propone un modello in raffinata pelle liscia con frange in colore a contrasto, nappine, dettaglio in metallo, guardolo in cuoio e particolare suola in extralight con gommini a rilievo. Da Valentino, invece, la ciabattina è in camoscio con fiocco decorativo sul davanti e suola in corda
Ballerine: la madre del grande Roland Petit, Rose Repetto, cercò di soddisfare la richiesta del figlio di poter danzare in scarpe più pratiche costruendole per lui con particolari rinforzi, suola piatta e ampio scollo sul dorso del piede. Nacquero così le ballerine e saranno Brigitte Bardot, Audrey Hepburn e Jackie Kennedy a decretarne quella fortuna che dura ancora oggi. Due le scarpe basse che si evidenziano quest’anno: la Ballerina Round Belle di Roger Vivier, in vernice con applicazioni Round Dot a contrasto, fibbia rotonda in metallo ispirata a una crezione d’archivio della Maison e suola in cuoio; sofisticata e delicata la ballerina di Ferragamo con fiocco Vara e un ricamo artigianale che la rende preziosa.