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mercoledì 6 luglio 2016

Sos incendi in Sardegna, la conta dei danni dopo il terrore

Migliaia di ettari devastati. Gli assessori Falchi e Spano hanno incontrato i sindaci dopo i maxi-roghi. Lo stato di calamità naturale non potrà essere concesso per un disastro provocato volontariamente

Le esponenti della giunta regionale hanno prospettato alcune soluzioni per assicurare agli operatori della campagna le liquidità di cui hanno bisogno per rimettere in sesto le aziende e hanno annunciato procedure più celeri per l’accesso ai premi comunitari per chi ha subito perdite economiche: «Ci attiviamo con i Comuni e con Agea per velocizzare i pagamenti del Psr, il Programma di sviluppo rurale, per le aziende colpite», ha annunciato Elisabetta Falchi spiegando che non sarà possibile erogare direttamente gli indennizzi, «sono andati a fuoco i foraggi che erano ancora nei campi o erano stati raccolti e accatastati nei capannoni, poi le recinzioni e i muretti a secco. Abbiamo difficoltà ad attivare interventi di supporto e di ristoro del danno poiché non si è trattato di una calamità naturale ma di un’azione dolosa, anche se il Psr potrà essere utile per ripristinare le recinzioni e i confini, una delle voci contemplate proprio dalla misura 4.1 di imminente pubblicazione».
Senza appello, invece, il “no” alla richiesta dei Comuni del riconoscimento dello stato di calamità per un evento provocato intenzionalmente dall’uomo.
La normativa non lascia spiraglio alcuno. La priorità del momento, tuttavia, è di garantire la sussistenza di greggi e mandrie ma le misure economiche ventilate ieri non hanno i tempi stretti che necessita il rifornimento alle aziende. Su questo fronte sarà fondamentale la catena di solidarietà che si sta attivando in molte parti dell’isola attraverso offerte di scorte di foraggio. Solo per Sedilo si sono candidate le Unioni del Guilcier e del Barigadu e diversi privati e amministrazioni dell’Anglona, della Nurra, del Sassarese e della Baronia. La protezione civile si occuperà del trasporto del fieno mentre i Comuni allestiranno dei centri di raccolta e di smistamento. «E’ un momento drammatico», ha commentato il sindaco di Sedilo, Alessio Petretto, «ora bisogna cercare di reagire e intavolare un confronto con la Regione, oggi abbiamo fatto il punto della situazione». «Aspettiamo di vedere come si evolve la situazione – ha dichiarato Sebastiana Carboni, a capo dell’amministrazione di Borore, dove il fuoco ha devastato 800 ettari di pascolo – intanto noi sindaci ci incontreremo di nuovo tra pochi giorni per concordare le richieste alla Regione».

Il sindaco di Aidomaggiore Adele Virdis ha insistito sulla prevenzione richiamando tutti alle proprie responsabilità: «L’avevo fatto prima e anche oggi ho sollecitato la pulizia delle provinciali 23, 25 e 26».

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